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SERVIZI SOCIALI: VENETO IN PRIMA LINEA
Dal primo di luglio i cittadini del Veneto potranno contare su un’importante novità, una vera e propria svolta epocale sul fronte dei servizi sociali. In seguito all’entrata in vigore, il 1° luglio 2007, del provvedimento regionale “impegnativa di residenzialità” i cittadini anziani non autosufficienti diventano a tutti gli effetti titolari del contributo finanziario della Regione a sostegno della spesa per le cure e l’assistenza nelle strutture residenziali (contributo finora assegnato direttamente alle strutture). Grazie a questa nuova impegnativa - unico titolo riconosciuto per avere accesso all’assistenza nelle strutture residenziali - il cittadino potrà quindi scegliere il centro di servizio presso il quale essere ospitato, purchè la struttura sia accreditata a livello regionale.
L’obiettivo della Regione e dei centri di servizio residenziali per anziani non autosufficienti è comune e condiviso: migliorare la qualità dei servizi per gli anziani e per le loro famiglie. Questo significa: rendere adeguati i servizi e le prestazioni a un moderno sistema di accoglienza che rispetti il livello acquisito dal Veneto e lo accresca; rispondere alle esigenze di razionalizzazione della spesa; mettere al centro degli interventi la dignità della persona e i suoi bisogni di assistenza umana e professionale; fornire risposte comuni in tutto il territorio. “Si tratta di un processo di riforma di grande importanza - ha spiegato l’Assessore Regionale alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi - che si sta realizzando con la collaborazione e la partecipazione delle strutture residenziali del territorio regionale che hanno fatto onore al Veneto per il sistema, la rete sociale che hanno saputo costruire nel corso dei decenni. Una rete che rappresenta la migliore tradizione veneta, costituisce un modello per il resto d’Italia e che vogliamo proseguire e migliorare. Con l’attuazione della legge regionale 22 la Regione ridefinisce il sistema veneto di organizzazione delle strutture sociosanitarie sulla base di nuovi requisiti strutturali (dotazione di spazi adeguati, rispettosi delle norme di sicurezza), tecnologici (apparecchiature e strumentazioni aggiornate) ed organizzativi (dotazione quantitativa e qualitativa di personale in rapporto all’attività svolta) richiesti per essere autorizzati all’esercizio e ottenere l’accreditamento istituzionale. Sappiamo che nel Veneto sono molte le piccole strutture residenziali che hanno come valore aggiunto la grande dimensione umana dei loro servizi, fornite magari da volontari; queste caratteristiche non saranno sottovalutate dalla legge sull’accreditamento, alla cui applicazione tali strutture saranno accompagnate dai servizi regionali”. L’impegnativa di residenzialità rappresenta quindi un primo passo per il fondo per la non autosufficienza, ed è ancora una volta la Regione del Veneto a fare da apripista in questo complesso mondo della integrazione socio-assistenziale.
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