E’ una legge che ha funzionato benissimo ed è importante tanto per le famiglie che per l’economia generale della nostra regione: si pensi che dopo l’entrata in vigore della legge vi è stato un incremento delle vendite di carburante di circa il 35% (con zone in cui si è attorno al 100% nelle fasce 2 e 3), aumento determinato da un recupero delle vendite che prima venivano effettuate oltre confine.
Per quanto riguarda i dati economici, dall’entrata in vigore della legge i cittadini e l’ente regione hanno guadagnato milioni e milioni di Euro (quasi 900 di sconti erogati agli automobilisti e circa 100 di maggiori entrate regionali), senza contare l’indotto per il “recupero di vendite di altri generi”, il maggiore gettito IVA o IRPEF, e i nuovi posti di lavoro creati: tutto questo prima era esportato o non c’era e oggi resta in Friuli Venezia Giulia!
Resta ancora qualche problema nel settore, guarda caso sopraggiunto con il governo di centro sinistra: oltre all’inconcepibile legge nazionale sulle liberalizzazioni, che rischierà di impoverire la rete di distributori senza nessun vantaggio sui prezzi, dopo le incertezze di inizio anno di qualche nostro rappresentante e la cancellazione europea dell’agevolazione sull’accisa, ora serve un maggiore impegno di regione e governo per quanto concerne il carburante agevolato di confine (quello contingentato venduto a circa metà prezzo, che non ha niente a che vedere con quello scontato regionale). Spero che in questo caso sia accordata almeno una proroga di uno o due anni, perché altrimenti ci sarebbe un impoverimento improvviso di per una consistente fascia di popolazione e per l’economia di quelle zone. Sarà inoltre importante che venga definitivamente chiarito le agevolazioni non più erogate confluiranno nel gettito regionale complessivo (cioè anche se non ci sarà lo sconto di confine, l’importo pagato in più al distributore resti in regione) come previsto dalla normativa in vigore.
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