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ORDINE DEL GIORNO
Presentatore: Consigliere Giuseppe Conti
Firmatari i Consiglieri Gruppo Forza Italia.
 
Oggetto: Richiesta alla Regione Emilia Romagna di annullamento di alcune zone S.I.C. (Siti di Interesse Comunitario), attualmente esistenti sui territori dei Comuni di Bardi, Valmozzola e Varsi.
 
IL CONSIGLIO PROVINCIALE
 
RICHIAMATO il Decreto 3 Aprile 2000 del Ministero dell’Ambiente con il quale venivano resi pubblici gli elenchi dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciali, individuati ai sensi delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE;
 
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n. 1242/02 “Approvazione dell’elenco aggiornato e della nuova perimetrazione delle aree della Regione Emilia Romagna designate come SIC (Siti di Interesse Comunitario), con la quale per quanto concerne l’aggiornamento dei perimetri relativi alle aree SIC, già precedentemente individuate con la deliberazione della Giunta Regionale n. 2042 del 21/11/2002, si procedeva a ricomprendere all’interno delle aree SIC anche alcune aree di pregio ambientale aventi i requisiti naturalistici previsti dalla Direttiva Comunitaria 92/43 CEE;
 
VISTO il documento del Comitato Bardi-Valceno, con allegate 2691 firme, su di una popolazione  residente nei territori di Bardi e Varsi di circa 4.000 unità, la deliberazione del Comune di Bardi n. del 28 giugno 2007, il documento firmato dalla Comunità Montana Val Nure-Arda e dai comuni interessati, (territori confinanti con le zone in oggetto anch’esse interessate dai SIC), tutti atti nei quali viene chiesto alla Regione Emilia Romagna l’annullamento completo delle aree SIC;
 
PRESO ATTO che in tali documenti si rimarca, tra l’altro, che nei SIC in oggetto sono incluse aree con attività produttive, artigianali e abitazioni civili; che le perimetrazioni sono state eseguite senza nessun contatto con i Comuni stessi; che non sempre sono chiare le norme che prevedono la necessità di redigere la valutazione di incidenza;
 
VISTA la determinazione n. 4171/04 riportante l’elenco delle aree PSIC e delle aree ZPS ricadenti nei singoli Comuni della Regione Emilia Romagna tra i quali per il territorio della Comunità Montana Valli Taro e Ceno appaiono, tra l’altro, i seguenti: Codice IT4010002, 4010007,40200008,4020012 zona Bardi, Codice IT4020012 zona Valmozzola, Codice IT4020012 zona Varsi;
 
VISTA la Direttiva 92/43/CEE “Direttiva Habitat”, la quale tra l’altro, prevede che la salvaguardia, la protezione ed il miglioramento della qualità dell’ambiente, compresa la conservazione degli habitat naturali, della flora e delle faune selvatiche, costituiscono un obiettivo essenziale di interesse generale perseguito dalle Comunità. Considerato che lo scopo principale di tale direttiva è promuovere il mantenimento delle biodioversità, tenendo conto al tempo stesso delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali, contribuendo all’obiettivo generale di uno sviluppo durevole, considerando che il mantenimento di tali biodiversità può, in taluni casi, richiedere il mantenimeto, la promozione ed un coinvolgimento attivo di attività umane e popolazioni locali, coinvolgimento peraltro ribadito e sottolineato in diversi provvedimenti regionali;
 
CONSIDERATA la totale assenza di coinvolgimento della popolazione del territorio;
 
CONSIDERATO che l’attuale stato degli habitat e delle speci rilevate è frutto della costante attività e presenza umana che ha sempre rispettato e reso compatibile con le attività agro-silvo.-pastorali l’ambiente circostante;
 
CONSIDERATO che i firmatari del presente ODG ritengono indubbiamente importante una valutazione ed una considerazione dell’ambiente del suo territorio, ma reputano senz’altro indispensabile non sottovalutare la necessità di mantenere popolata e viva la montagna, essendo stato infatti ampiamente dimostrato che i più grandi danni al territoiro sono stati conseguenti al suo abbandono da parte dei residenti;
 
VISTO che tutti gli studi fatti hanno dimostrato che la salvaguardia dell’ambiente non si ottiene semplicemente con divieti, ma bensì attraverso un mirato ed intelligente utilizzzo teso alla conservazione di ciò che la natura ci offre e che lo spopolamento progressivo della montagna è una delle cause prime che portano all’abbandono ed all’incuria di ambienti di grande interesse naturalistico che, se lasciati a se stessi, difficilmente si conservano;
 
CONSIDERATO che il problema dello spopolamento della montagna è diventato il nodo cruciale riconosciuto da tutti per cui non è intelligente individuare strategie di salvaguardia sulla carta che di fatto vengono a fermare qualsiasi iniziativa sul territorio mirata a ricadute positive in termini di attività lavorativa, bloccando per la Val Taro e la Val Ceno una visione turistica più ampia;
 
VISTA anche la recente Legge sulla Montagna n. 2/2004, peraltro completamente disapplicata, che ha insito in se l’obiettivo di agevolare le popolazioni locali che garantiscono la loro presenza sul territorio;
 
VISTO che appare evidente la contraddizione in essere tra una Legge che intende promuovere strategie finalizzate alla eliminazione del degrado, dell’abbandono e della deseritficazione della montagna, tutti eventi che possono essere contenuti soltanto con una costante e vigile presenza umana sul territorio, e una normativa burocratica e vincolista che non tenga in minima considerazione il contesto sociale ed economico in cui essa viene calata;
 
RITENUTO per tanto, alla luce delle sopra esposte considerazioni, richiedere alla Regione Emiila Romagna di stralciare le aree individuate sul territorio della Comunità Montana valli Taro e Ceno in precedenza esposte, al fine di limitare il continuo impoverimento della zona;
 
 
IMPEGNA
L’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE
 
· A richiedere alla Regione Emilia Romagna l’annullamento delle zone SIC attualmente esistenti sul territorio comunale di Bardi, Valmozzola, Varsi, riavviando un percorso di reale coinvolgimento degli attori del territorio, sia pubblici che privati;
· Di individuare nella Comunità Montana Valli Taro e Ceno l’Ente Sovracomunale idoneo a redigere studi inerenti l’incidenza delle zone SIC sul territorio e del loro ridimensionamento durante la fase transitoria antecedente l’accoglimento delle sopra esposte richieste;
· Di cheidere alla Provincia di Parma di riconoscere, laddove il territorio lo richieda, la possibilità di individuazione di aree alternative di comune accordo con i proprietari, le associaizoni agricole, venatorie e le amministrazioni comunali competenti;
· Di chiedere a livello provinciale l’avvio di un percorso partecipato che identifichi sull’intero territorio della provincia le compensazioni di aree SIC conseguenti allo stralcio delle aree indicate nel presente ODG;
· Di avviare, qualora la richiesta non fosse soddisfatta, le opportune azioni amministrative previste dalla legge:
 
 
 

Parma 2 luglio 2007

 
F.to Consiglieri Provinciali Gruppo Forza Italia

 


 

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Sezione proviciale di PARMA a cura di Giuseppe Conti - email: beconti@libero.it
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