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“La forte polarizzazione intorno ai centri urbani maggiori è uno dei fattori critici da superare per aumentare il livello di competitività dei sistemi regionali.” Questo è uno dei dati emersi dal 40/mo rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese. Le soluzioni ricercate nella pianificazione strategica sono rivolte a: crescita del benessere sociale ed economico, miglioramento della qualità urbana ed ambientale e riorganizzazione in chiave competitiva di servizi e infrastrutture.
Dopo queste brevi premesse, vorrei iniziare una discussione, con alcune proposte, per sensibilizzare i politici regionali, provinciali e comunali, oltre al mondo dell’associazionismo e le comunità interessate per evitare che un patrimonio immenso di valori, cultura, agricoltura, ambiente vada irrimediabilmente perduto, sostenendo la necessità che la Regione Emilia Romagna si doti di una legge, mirata espressamente all’aiuto dei piccoli Comuni.
Con l’aggettivo “piccolo” intendo i Comuni del territorio regionale che assumono come limite demografico il tetto massimo di 3.000 abitanti, in cui insistono situazioni di marginalità socio-economica e infrastrutturale. In alcune province della nostra regione (vedi Parma), come in altre, si registra una distribuzione socio-demografica della popolazione residente fortemente disomogenea conseguente ad una elevata emigrazione multidirezionale, che ha prodotto come conseguenza un impoverimento e spopolamento di vaste aree del territorio preso in esame.
A mio avviso, nel passato, sono intervenute insufficienti iniziative a tutela delle realtà locali di minore dimensione. Il complesso delle norme approvate e delle risorse economiche a disposizione non può ritenersi soddisfacente ad assicurare un’adeguata garanzia per i comuni di piccole dimensioni.
Diventa fondamentale investire nei piccoli centri urbani, costruendo e salvaguardando un’adeguata rete di servizi territoriali e far in modo che subentrino in questi luoghi misure di agevolazione al consolidamento e rilancio di attività economiche locali che possono costituire un potente fattore di sviluppo territoriale. Spesso i fondi che vengono stanziati per i vari settori sono distribuiti sulla base di quote capitali pro capite, ciò penalizza i territori così vasti e quasi spopolati. Ritengo importante rivalutare i criteri di assegnazione delle somme per i territori regionali.
Ecco alcune proposte.
Incentivi o defiscalizzazione a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza o la sede della propria attività da un comune sopra i 3.000 abitanti ad uno “piccolo” al fine di rilanciare gli investimenti nei piccoli comuni sia per gli imprenditori e sia per i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli e cooperative di produzione agricola o di lavoro agricolo – forestale, favorendo inoltre l’accesso a tali attività ai giovani.
Forte sostegno alla valorizzazione dei prodotti tipici, agricoltura/allevamento, prodotti biologici, alle attività commerciali ed a quello ricettivo/turistiche.
Incentivazione delle certificazioni ambientali (acqua ed aria sono grandi ricchezze).
Contributi annuali per progettazione, realizzazione e salvaguardia delle opere pubbliche di carattere infrastrutturale, sociale, culturale o per spese relative alla redazione di strumenti urbanistici e di piani in materia ambientale; i contributi possono essere utilizzati per iniziative di sostegno allo sviluppo economico ed imprenditoriale, per incentivare la fondamentale innovazione tecnologico/informatica e l’utilizzo di fonti energetiche alternative.
Assicurare l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali quali l’istruzione, sanità, trasporti, servizi postali ecc. Aiuto alle famiglie che devono sostenere spese scolastiche impegnative per i propri figli.
Sostegno alle associazioni a carattere sociale, sportivo, turistico culturale, e a tutte quelle che coinvolgono i bambini e gli adolescenti nelle loro attività.
Ho voluto semplicemente offrire alcuni spunti per poter aprire un dialogo a 360 gradi su un argomento molto importante quale la salvaguardia di una parte consistente del territorio regionale. Spero che si possa aprire un democratico e costruttivo dibattito.


Giuseppe Conti
Consigliere Provinciale – Gruppo Forza Italia

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