Mps in Consiglio regiMPS:La vescica del veleno? Un sistema ove il riscontro ad ogni aspirazione passa da un partito solo: il Pci-Pds-Ds-Pd.

Intervento Consiglio Regionale straordinario sulla situazione del Monte dei Paschi di Siena.

Stefania Fuscagni
Portavoce Opposizione Consiglio regionale della Toscana

Grazie Presidente.
Il mio intervento si apre con una premessa di merito e di metodo.
La premessa è che ci sia l’impegno a tener fuori da quest’Aula le difese d’ufficio, le dichiarazioni coreografiche e il gioco dello scaricabarile. Credo che, ognuno per il ruolo che ricopre – noi per l’Opposizione- ai toscani (e non solo) si debba, oggi più di sempre, dimostrare di avere il coraggio della verità e della pertinenza.
Partiamo dalla verità.
La verità è una, ma ha tante facce.
E’ verità che oggi noi assistiamo, anche attoniti per certi versi, alla gravissima crisi del Monte dei Paschi. Di una Banca importante per il nostro Paese che ha segnato fasi significative e che oggi ha in mano – si direbbe in “pancia” – i risparmi e le aspirazioni di molti toscani ed italiani.
Questa crisi entra nelle case e nelle aziende e lascia strascichi di preoccupazioni, timori e paure. Di queste preoccupazioni, timori e paure dobbiamo farcene carico non come se ognuno di noi fosse una “parte” della commedia, ma come Istituzione che “vigila” nel solo interesse dei toscani che al Monte dei Paschi hanno affidato i propri risparmi.
La Toscana deve essere protagonista in questo. Non lo è stata e dico subito che mi sarebbe piaciuto vedere qualche presa di posizione da parte della Giunta quando MPS ha praticato la sua stretta sul “credito” e ha annunciato il piano sugli esuberi. Credito ed esuberi: due prezzi che la Toscana pagherà primariamente su cui il silenzio è stato incredibile da parte della Regione e non solo.
C’è però anche un altro aspetto della verità che ormai non si può più tacere. E’ l’aspetto delle responsabilità.
Responsabilità che non possono solo essere indicate come personali o singolari – i singoli poi pagheranno se saranno acclarate le loro colpe, inadempienze o spericolate imperizie -, ma che sono – nel caso specifico – di sistema.
E’ il sistema che ha generato il collasso nel soffocante circuito di cui Siena ed il Monte dei Paschi sono esemplare modello e di cui la sinistra toscana è di certo “madre” e matrigna.
Il sistema è il protagonista assoluto, il soggetto sul quale dobbiamo intervenire se vogliamo davvero comprendere ogni aspetto del problema. Vale qui come valeva e vale ancora nella questione della ASL di Massa – in particolare – e della Sanità toscana in generale: non si tratta di dover scovare il funzionario infedele, la banda bassotti, il corsaro della finanza (ci sono anche quelli ed è bene che siano assicurati alla giustizia) ma si tratta ancor di più di capire come sia potuto accadere.
Ecco il punto: il punto è il modello; parliamo del modello. Il modello del Monte dei Paschi è il modello della Fondazione-Banca-EntiLocali-Politica dove la politica che sceglie ed interviene in Toscana si chiama da oltre 60 anni PCI-PDS-DS-PD.
E’ storia, è la realtà vera e da questa storia e da questa realtà vera non ne uscirete, o meglio non ne usciremo, con le minacce di sbranamenti general generici che fanno pure tenerezza nell’ammissione di impotenza.
E’ il modello che la sinistra ha imposto alla Toscana che oggi mostra segni di cedimento.
Il modello del Partito interventista, che pervade ovunque, che si allunga impudentemente – a volte anche paternamente- nel mondo dell’associazionismo, dell’economia, della finanza, della cultura.
E’ il modello della commistione pensata sana e che finisce per diventare patologia tanto che poi infetta ogni organo.
E’ il modello della cogestione che tiene sotto una società ordinata e laboriosa, che nel tempo ha “prestato” parte di essa all’apparato perché dall’apparato è stata come irretita strumentalmente per congelare ogni ipotesi di alternanza o semplicemente di dissonanza.
Ecco che il Partito ha costruito una macchina dove il consenso, legittimamente ma non normalmente, si è alimentato nella reciproca permuta.
La Toscana, politicamente parlando, è stata pensata e voluta così ed è diventata ancor più così quando, dopo la caduta del Muro di Berlino, si è assistito al “matrimonio” tra PDS e Popolari. Io me lo ricordo: lasciai i Popolari apposta!
Il matrimonio tra “apparati” – che sempre diventa consenso fedele- ha impiombato ogni alternativa – e quindi ogni prudenza e competenza da parte di chi gestisce il potere – e non perché l’alternativa non ci fosse, ma perché l’alternativa più semplicemente non era “possibile” se non per segmenti “liberi” da vincoli.
Ma i vincoli erano e ancora sono moltissimi e per una moltitudine. Quindi i mugugni, le delusioni, il registrare i piccoli fallimenti che hanno lastricato il viale del “groviglio armonioso”, non si sono fatti rottura per il semplice fatto che ognuno si aspettava qualcosa. Lo studente la borsa di studio della Fondazione, il docente il finanziamento, il dipendente il trasferimento, il dirigente la promozione, il politico l’elezione, il rampante di belle speranze la nomina nella Deputazione.
E tutti questi soggetti si aspettano cose di cui magari hanno pure diritto e che pure se le meritano, ma il punto è che la distanza tra l’aspirazione legittima ad averle e la realizzazione concreta dell’averle avute in Toscana passa dalla politica e quindi dal PD.
La “vescica” di veleno che ha intossicato la Toscana, al di là delle persone singole sulle quali nulla ho da dire, è nel circuito.
Negli anni questo circuito si è fatto perfetto ma “vizioso” e ha smesso di funzionare quando la selezione che veniva dal Partito era diventata così sfottente, politicamente, che ha perso la misura.
Allora forse sono pure arrivati i finanzieri incapaci, i bancari leggeri, i funzionari infedeli. Ma questa è solo la degenerazione di un sistema malato che era costruito esattamente portando con sé il disastro che è venuto. Insomma: il Monte dei Paschi, il “Babbo” Monte, ha superato guerre e carestie, crisi e crolli, stalli e cadute ma ha visto la morte negli occhi solo quando nella sua “pancia” e nella sua “testa” è entrata la politica come soggetto gestore.
Quando il progetto vincente del Partito ha “occupato”, con fare gentile ed inesorabile, la Fondazione e quindi la Banca, quando poi gli “avversari” di sempre (ex PCI ed ex DC) si sono saldati chiudendo il cerchio, ecco che allora nella sua massima perfezione il sistema ha prodotto inevitabilmente il proprio collasso.
Un collasso inevitabile perché l’idea stessa della Sinistra lo porta con sé. Perché c’è qualcosa di malato, di intimamente malato – e molto prima degli esiti che la malattia determina- nel pensare che una Città ruoti intorno ad una Banca, ad una Università, ad una Sanità e che tutte e tre siano legate a filo doppio ad un Partito.
La verità che vedo io, che vediamo noi, è che nel momento stesso in cui il modello politico della Toscana “rossa” si è perfezionato i nodi sono venuti al pettine. E’ successo con MPS, è successo con la Sanità, è successo con la legge che voleva metter le mani sul terzo settore, è successo con il Forteto dove si è vista una eccessiva “confidenza” tra poteri che per funzionare devono stare separati, necessariamente separati.
La società non resiste ad un assedio della Politica così come qui è stato portato a compimento. Non resiste Siena, non resiste la Toscana, non resisterebbe nessuno. Prima o poi arriva il crollo e anzi il tracollo.
A voi la pertinenza di riconoscerlo e di rinunciarvi; a noi la pertinenza di proporre in termini razionali un modello diverso, libero e sano, per la Toscana.
Chiudo dicendo: da parte nostra non faremo la caccia alle streghe, ma alla sinistra toscana non permetteremo di “socializzare” le ragioni della crisi di MPS con noi e troviamo patetico che qualcuno chiami in causa Verdini o Fitto, quasi per usarli come armi di “distrazione” di massa.
O avrete il coraggio di riconoscere che l’errore è nel sistema che avete costruito o finirà come per la ASL di Massa: frasi surreali da parte vostra e conti reali da pagare per tutti i toscani.

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